Da Sorrento a Milano per aiutare i ragazzi del Centro Benedetta d’Intino Onlus

 In Crioterapia

8 giorni, 1104 Km ed un unico, nobile obiettivo: raccogliere più donazioni possibili per i bambini e le famiglie che da anni contano sul Centro Benedetta d’Intino Onlus, associazione nata a Milano nel 1994 per rispondere ai bisogni di bambini e adolescenti con grave disabilità comunicativa e disagio psicologico.

David Cilento, campano DOC,  non è nuovo a queste avventure: l’anno scorso ha preso parte ad un giro in bicicletta della Sicilia, sempre con l’obiettivo di aiutare i ragazzi della Onlus meneghina. 

Oggi, David racconta di sé e della sua più recente avventura dopo la sua prima seduta di crioterapia presso Cryocool, una tappa necessaria per riprendersi e ricaricare le energie dopo un viaggio che lo ha portato ad attraversare più di mezza Italia.

Come è nata l’idea di questa avventura? Puoi raccontarci brevemente il tuo viaggio?

L’idea di un viaggio da Sorrento, casa mia, a Milano è nata alla Festa dei supereroi organizzata al Centro Benedetta D’Intino, dove sono stato invitato dopo il Giro della Sicilia del 2018. In quell’occasione si festeggiavano i bambini da considerare supereroi nonostante siano nati in situazioni particolarmente sfortunate.

Il Giro della Sicilia, invece, è stata un’idea nata dopo la mia mancata partecipazione, a causa di un infortunio, alla Milano Charity Marathon del 2018.

Grazie ad alcuni amici sono entrato in contatto con Enrica Lobina, Direttore Operativo del Centro, con la quale mi trovai a parlare del mio “solito” viaggio in bicicletta. Nacque così l’idea di abbinarla ad una raccolta fondi su Facebook.

Il viaggio di quest’anno è stato meno “umano” di quello dello scorso anno (costellato di episodi di solidarietà verso un “povero ciclista”), ma sportivamente molto più impegnativo: 1.104km in otto giorni con la media di 138km al giorno.

Le prime due tappe (Sorrento-Gaeta e Gaeta-Nettuno-Roma) sono state un poco “forzate” e, quindi, senza la possibilità di una sosta in spiaggia come avrei voluto, ma pranzo eccezionale al ristorante “Sapori di Sorrento” dei miei parenti a Nettuno. Incontro ad Ostia con l’amico Paolo Santalucia, foto di rito in Piazza San Pietro e, poi, cena e cine forum a casa di lui: proiettava il film Green book per qualche amico.

Il giorno dopo sono ripartito in compagnia di Paolo, ma il portapacchi mi ha tradito: una saldatura e sono ripartito. Notte a Tarquinia. 

Il meraviglioso Argentario alla quarta tappa: sicuramente il giorno più bello. Panorami mozzafiato, strade deserte, sosta in spiaggia e pedalata fino a notte.

Quinta tappa a Castiglioncello e, poi, a Massa: un altro tradimento del portapacchi ma, fortunatamente, riparato il sabato sera dagli amici della Famiglia Menchini/Aversa che mi ha anche offerto vitto e alloggio. 

Domenica mattina sono ripartito verso Le Cinque Terre; il meteo non era eccellente: una inutile deviazione di 80 km! Ultimo bagno a Portovenere prima di attaccare il Passo della Cisa.

Sosta a Berceto e, poi, ultima tappa di 183km fino a Milano. Foto al Duomo e a letto: distrutto, ma felice. Cena e pernottamento dagli amici Marcello e Simona.

Il mattino seguente ho ricevuto una splendida accoglienza al Centro Benedetta D’Intino.

Ci puoi raccontare un po’ della causa che stai supportando con le tue avventure e del Centro Benedetta d’Intino Onlus?

Il Centro Benedetta D’Intino è nato con una missione importante: migliorare le qualità della vita dei bambini e degli adolescenti che soffrono di disagio psicofisico, dando a ciascuno di loro la possibilità, a prescindere dalle difficoltà, di poter esprimere sé stesso, di crescere, desiderare, sognare e di essere compreso nella sua unicità.

Polo Territoriale di Neuropsichiatria Infantile dal 2003, il Centro opera in una struttura di oltre 1600 mq a misura di bambinoassistendo ogni anno gratuitamente oltre 400 bambini e adolescenti e le loro famiglie, attraverso due settori di intervento clinico:

  • la Comunicazione Aumentativa e Alternativa, che si occupa di bambini con disabilità comunicativa e che prevede anche un Programma di Comunicazione specifico per l’Autismo
  • la Psicoterapia, rivolta a bambini e adolescenti che hanno bisogno di supporto psicologico e alle loro famiglie

All’interno del Centro è presente una Biblioteca Speciale, dedicata ai bambini con disabilità motoria e di comunicazione, con libri adattati e modificati per poter essere sfogliati e letti da tutti.

 Come hai scoperto la crioterapia? E Cryocool?

Avevo già sentito parlare e letto su riviste specializzate di trattamenti benefici  basati sul freddo . Gli atleti professionisti, in particolare i triatleti, sempre all’avanguardia sull’argomento “recupero”, usano trattamenti specifici per trovarsi pronti alla prossima sessione di allenamento.

In particolare, io avevo avuto notizie di Cryocool dal mio amico Marcello De Gennaro che regolarmente si reca al centro a Legnano. Alla primissima occasione, ho chiesto di provare.  

La crioterapia ti ha aiutato a riprenderti dalle fatiche compiute nei giorni scorsi? Se sì, come?

Marcello ha fissato un appuntamento con Gabriele Vedani per il giorno successivo al mio arrivo a Milano. Mi sentivo stanchissimo: gambe pesanti e sensazione di gonfiore.

3 minuti di Cryocool mi hanno dato una immediata sensazione di leggerezza e di rilassamento. Poi, un sonno profondo e rigenerante.       

Consiglieresti la crioterapia?

Sono rimasto favorevolmente sorpreso dagli effetti della crioterapia: la consiglierei ad altri ed ho già trovato un posto vicino casa per poter ripetere l’esperimento milanese. 

Come possono seguire le tue prossime avventure gli amici di Cryocool e sostenere le tue campagne?

Sebbene non ci conoscessimo, Gabriele Vedani di Cryocool è stato estremamente gentile e disponibile accogliendomi con l’entusiasmo di un vecchio amico e con la passione di uno sportivo che condivide lo sforzo altrui.

Le mie avventure (preferisco questa parola a “imprese sportive”) sono pubblicate sulla mia pagina Facebook David Cilento e sarà possibile fare donazioni tramite quel canale fino al 31 Luglio. Invece, sul sito del Centro Benedetta D’Intino è sempre possibile effettuare donazioni.